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Rassegna stampa

Batte il cuore di Brescia nell’ospedale in Myanmar

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Batte il cuore di Brescia nell’ospedale in Myanmar

Giornale di Brescia - Da Brescia al Myanmar, l’ex Birmania. Un ponte di solidarietà lungo migliaia di chilometri. Una mano tesa ai bimbi di uno degli angoli più poveri d’Oriente, l’immenso continente in cui già opera – nomen omen – «Una Mano per i bambini», la onlus tutta bresciana nata nel 2006 per aiutare la popolazione di Tondo, nelle Filippine, dove migliaia di famiglie vivono in una gigantesca discarica.

 

Si sa, la solidarietà non conosce confini. E così, ben presto la giovane associazione composta da sette soci, tutti volontari – ha affiancato ai progetti avviati a Manila anche un nuovo «fron-te»: quello che vede la onlus sostenere dal 2010 gli sforzi della Ong «Avsi». «Il nostro primo obiettivo – spiega la vice presidente Federica Triboldi, reduce con la socia volontaria Claudia Zubani da una visita ai villaggi birmani coinvolti dal progetto – è stato quello di garantire continuità al percorso di istruzione attivato da Avsi, che rischiava di interrompersi per scarsità di fondi».

 

Il progetto «Seven teachers» vedeva impegnate sette insegnanti birmane pagate con un mero sacco di riso al mese. Compenso che, stanti le difficoltà per raggiungere Mobye Parish, nello Shan State, Diocesi di Pekhon, gli insegnanti ritenevano insufficiente. L’impegno dei bresciani ha consentito di garantire un contratto per tre anni ai docenti e un futuro, grazie all’istruzione, a 120 bimbi di numerosi villaggi. Ma si è trattato solo di una prima tappa di solidarietà in un’area, aspra e montagnosa, non accessibile ai turisti stranieri e segnata da una profonda povertà.

 

Leggi l’articolo completo in PDF del Giornale di Brescia (26 aprile 2012)

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